Bestiario Minimo, 2006, Mario Adda Editore, Bari


BESTIARIO MINIMO

Esclusi cani e gatti, dalla nostra vita sono spariti gli animali.
Non ci sono più asini, né si vedono muli. Macellati man mano che prendevano sopravvento auto e camion. Talvolta, di notte, percorrendo una strada di campagna è possibile ancora incrociare con i fari una volpe che fila a coda tesa da un margine all'altro.
Le volpi sanno gli odori della polvere da sparo, li sanno le quaglie e le lepri. Oppure non è difficile salendo verso i primi contrafforti dell'Appennino imbattersi in un riccio o un topo di campagna. Filano come piccole macchine da guerra. Restano nei nostri cieli sempre più disabitati gli stridi delle rondini, i richiami di passeri e fringuelli, di merli gazze e gabbiani. Di gabbiani si vestono l'Adriatico e le mille discariche che infestano le campagne. A vederli da lontano, mentre beccano tra le immondizie, sembrano un campo di camomilla semovente o una siepe di biancospini. Ma è dolcissimo il verso rauco della gazza che vola sui rami dell'abete nel mio giardino, col suo frac bianco e nero.
Sembra comunque proprio tramontato il tempo del dialogo tra uomini e bestie e solo si arrischiano a farci visita mosche falene zanzare moscerini formiche.
Mentre vengono in casa pesci ovini e bovini in forma di cibo.
Oppure chiusi in un acquario i piccoli pesci esotici multicolori.
Perciò abbiamo pensato di dedicare agli animali una cartelle di incisioni.
Ne è autore Vito Matera un pittore onirico e fiabesco, originario di Gravina e gli abbiamo affiancato una manciata di scrittori e poeti di varia provenienza geografica e culturale. Ognuno di loro ha descritto un animale. Sono Maurizio Cucchi, con un testo per i propri gatti Taddeo e Gioacchino; Clara Sereni, che si preoccupa per il fatto che i bambini di città non conoscono più gli animali; Luciano Luisi, notorio collezionista di conchiglie e in questo caso presente con due componimenti dedicati alla tellina e alla Cypraea Rosselli; Giovanni Russo, che scrive un'ode al mulo; Tano Citeroni, che ci ha lasciato prematuramente nel corso del 2004 e al quale dedichiamo la cartella, si preoccupa dell'asino e ironicamente di se stesso visto come bestia trionfante e infine Romana Petri che ci parla di un altro animale in estinzione, l'istrice.
Un fuori programma ce lo offre Pedrag Matvejevic, avrebbe dovuto scrivere di bestie e invece ci ha voluto parlare di una pianta del deserto, la rosa di Gerico. Si sa che le scelte non sono casuali e spesso si tradisce una sorta di transfert col soggetto delle nostre scritture.

Raffaele Nigro - 2006