TRA CIELO E TERRA
Raccontar favole può essere, nella crisi di valori, un modo per ritrovare verità antiche, dimenticate. Nelle sue «Tabulae Pictae», Vito Matera sceglie narrazioni legate a luoghi mitici. Le cattedrali di Puglia divengono il pretesto per affabulazioni liriche. Le facciate si sciolgono al sole, colpite da raggi intensi, che le ricoprono di aranci, violetti. Investite dai flutti marini divengono azzurre, bluastre. Tra le crepe degli intonaci si ritrovano reperti fossili, incrostazioni del passato, voci che aggiungono storie a storie.
Con questi lavori, l’artista accentua la sua attitudine per la ricerca materica che assorbe nei suoi spessori le valenze narrative affidate, prima, alla figura. Il colore è impastato alle malte, ai gessi, alle sabbie, alle terre con cui l’artista ricopre le sue tavole sagomate. Sulla superficie, divenuta facciata, la cultura e la natura si ritrovano, di nuovo, unite. Simbolo di unione tra terra e cielo, le pale d’altare levano inni pagani alla fertilità e all’abbondanza, come gli alberelli della fortuna ricolmi di ogni fiore, frutto e raro uccello, spuntati tra casa e casa, perché non si dimentichi che la magia abita tra noi.
Anna D’Elia - 28 ottobre 1993
TABULAE PICTAE, TAVOLE DIPINTE
Tabulae Pictae, tavole dipinte, così Vito Matera definisce le sue opere.
La dolcezza lirica di Matera che ha abbandonato in quest’ultima produzione la visitazione del mondo degli animali domestici propone una scorribanda memoriale nella pittura classica italiana.
Le tavole che presenta infatti richiamano alla memoria le pale d’altare del basso medioevo. Sono forme che riproducono le facciate delle cattedrali, oggetti d’arte che rifiutano di essere incorniciati e che accettano nella colorazione la gamma delle dorature barocche. La giocosità di questa produzione chiama in qualche misura Pino Pascali e soprattutto rinvia ad una nostra condizione preadolescenziale. Matera esalta infatti i sentimenti rapiti dell’infanzia, l’atmosfera stupita che incanta gli occhi semplici di fronte ad un mondo fantasioso e metafisico, di fronte alla purezza delle forme, alla geometria, al colore e a quella quinta di calce cielo marmo volute barocche e piccoli e grandi cori intarsiati nei legni policromi delle cattedrali.
TABULAE PICTAE è insomma una rivisitazione della religiosità e dell’architettura sacra diventate sogno e paesaggio incantato.
Raffaele Nigro - 7 Dicembre 1991
LE CATTEDRALI PUGLIESI HANNO PERDUTO I MARMI
Le cattedrali Pugliesi hanno perduto i marmi ed hanno ricevuto i colori dalla grazia.
Gli uccelli di profilo, comprese le galline se ne stanno immobili in attesa di un arcobaleno o di una pennellata.
Una scala non sale nè scende, ma tiene in bilico un equilibrio religioso.
La luna in cima alle virgole misura la qualità delle maree;il sole invece tenta di cancellare i profili dei paesaggi.
I rosoni delle chiese sono senza vetri, ma il vento non riesce a gonfiare nè ninnananne nè ulivi nè preghiere
perchè il vento è dipinto solo di giallo.
I crateri che appannano le pareti dei castelli non diventeranno mai cristallo perchè il compensato
è un legno senza nobiltà e ha un cattivo carattere. Vito Matera usa ironia e malinconia incorniciando
la vita immobile sulle lancette di orologi perchè pigra e infantile come una cantilena.
Tano Citeroni - Ottobre 1994
L'INTENSA VISIONE POETICA SUGGERITA DAL REALE
...un'ispirazione naturalistica e antropologica, che, filtrata dalla ricchezza interiore e dalla fertile creatività dell'autore, sfocia in un'interpretazione compositiva e cromatica intensamente intrisa di poesia, in cui domina l'elemento visionario. L'intensa forza del colore – la profondità dei blu, l'ardore delle tonalità accese – sembra scaturire dalla fulgida solarità mediterranea che ha plasmato il sentire di Matera ad un' armoniosa e gioiosa percezione estetica dell'ambiente. Un senso di raffinato ottimismo, anche se velato di melanconia, si sprigiona dalle sue tavole lignee, trattate a tecnica mista per ottenere un colore pieno e pastoso, che talvolta presentano collage di studiati inserti di legno a significanza figurativa.
Un'invenzione favolistica, intimamente connessa ad una vena poetica alimentata da una interiorizzata classicità, ma pure dalla libertà ideativa suggerita dal surrealismo, proietta ogni opera di Vito Matera, per la sua originalità, in un'aura d'incanto espressivo, in cui struttura, segno e cromie si fondono in un unicum altamente significativo. Ad un'analisi approfondita si può affermare che le realizzazioni dell'artista pugliese rispecchiano sia la veemenza del suo io creativo intrisa nella doviziosa e ricercata tavolozza e nelle alate invenzioni liriche, sia un'esigenza di misura, indubbiamente di origine culturale, trasfusa nelle equilibrate composizioni, nelle sobrie ed essenziali stilizzazioni, nelle figurazioni appena suggerite – ad esempio, di impronte di rosoni di una cattedrale-. Poesia e fascino, vigore e dolcezza, canto e riflessione, candore conoscitivo e spontaneità espressiva, questa risulta essere l'arte di Vito Matera.
Odette Gelosi - La voce, giugno 2004